Associazione Culturale - Calciomeeting - Il calcio parlato e giocato - Come gestire il pre-gara
In diretta dal Corriere dello Sport :
Come gestire il pre-gara
Pubblicato il 14 aprile 2010 in Metodologia dello sport |
Articolo letto 321 volte. |
Autore : Cetteo Di Mascio
Sono fasi delicate quelle che precedono una competizione. Perché i calciatori mantengano la giusta concentrazione è bene non lasciare niente al caso e curare ogni dettaglio. Il giorno della gara, per esempio, si pone la questione, tra l'altro, di come gestire il periodo che intercorre tra la colazione e il pranzo. Infatti vi è il rischio di rendere questo lasso di tempo o troppo banale o troppo stressante e, quindi, di ingenerare ansia nei calciatori. Nella mia esperienza di allenatore ho sempre cercato di eludere tali rischi in maniera opposta rispetto al fare comune, talvolta lasciando ai calciatori la libertà di gestione di queste ore, altre volte organizzando un risveglio muscolare atto a spostare l’attenzione sullo stesso e, quindi, evitando di andare a consumare energie nervose utili alla gara.
Dopo il pranzo è mia abitudine dare al gruppo pochi e precisi riferimenti, variando i miei atteggiamenti, rivolgendomi, imprevedibilmente, ora solo ai singoli, ora solo a reparti di gioco o catene di giocatori, ora a tutto il gruppo.
Di solito, faccio precedere alla riunione tecnica una chiacchierata individuale solo con i calciatori che abitualmente sono titolari e che in quella gara non scenderanno in campo, dando loro delle spiegazioni sulle mie scelte e incentivandoli al miglioramento, in prospettiva del loro impiego in quella gara o nelle successive occasioni.
In prossimità di partite importanti, dopo aver stabilito su un foglio tutte le disposizioni tecnico-tattiche, espongo in maniera succinta al gruppo le situazioni di gioco da prendere in considerazione.
Tuttavia, durante la mia attività, ho rilevato che, per lo meno a livello giovanile, dedicare nelle riunioni pre-gara un'eccessiva attenzione ai movimenti degli avversari è meno produttivo di quanto si possa pensare.
Ritenendo determinante il lavoro svolto in settimana, durante le riunioni spesso utilizzo argomentazioni che esulano dal mondo del calcio, in modo da non intaccare le energie nervose dei miei giocatori. Ciò che mi preme rafforzare in quei momenti di confronto è soprattutto il senso di appartenenza al gruppo. In questa ottica, il lavoro settimanale dell’allenatore di calcio dovrebbe essere orientato all'esame delle variabili psicologiche correlate alle situazioni di gioco tecnico-tattiche. In particolare, l’allenatore dovrebbe riprodurre nel suo lavoro settimanale i momenti emotivi del gioco, dalla situazione di esaltazione derivante da un gol realizzato a quella di depressione derivante da un gol subito, che devono essere sfruttate a proprio favore approfittando ora della frustrazione dell’avversario, ora dell’eventuale stato di rilassatezza.
Altro aspetto da non sottovalutare è l'essere preparati psicologicamente ad affrontare adeguatamente gli ultimi minuti di gara, anche in caso di difficoltà estrema di risultato, perché sono quelli che determinano il risultato finale.
Queste considerazioni rendono le mie riunioni pre-gara atte a far sentire il calciatore da un lato protagonista del suo divertimento, dall’altro consapevole del suo ruolo e delle sue responsabilità.





