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La tecarterapia in ambito sportivo

Pubblicato il 12 marzo 2010 in Fisioterapia | Articolo letto 445 volte. | Autore : Roberta Di Lello*

La tecarterapia è nata e si è sviluppata in ambito sportivo professionistico, in collaborazione con i principali poli universitari specialistici in medicina sportiva. Ogni giorno permette a migliaia di atleti infortunati di rimettersi in gara in tempi rapidissimi. E’ una terapia diffusa a livello internazionale ed è utilizzata con successo per trattare atleti di varie specialità. La tecarterapia è un metodo innovativo che associa tecnologia e manualità per incontrare le più diverse esigenze della fisioterapia. A differenza di molte altre terapie, la corrente non è presente con contatto diretto, ma i tessuti vengono stimolati dall’interno, agendo anche sugli strati più profondi. Si tratta di un sistema che crea una forte stimolazione a livello cellulare attivando i naturali meccanismi autoriparativi dell’organismo. La biostimolazione dei tessuti genera a sua volta una vasodilatazione con incremento della circolazione sanguigna, scomparsa del dolore, riduzione della contrattura muscolare, riassorbimento degli edemi e dei versamenti articolari. Inoltre questo nuovo strumento, grazie all’abbinamento con la massoterapia o con la mobilizzazione passiva, consente al fisioterapista di partecipare attivamente alla seduta riabilitativa, ottenendo recuperi ottimali in tempi ridotti rispetto agli altri macchinari finora utilizzati.
I vantaggi della tecar sono:
- sollievo immediato per il paziente già dalla prima seduta;
- riduzione della terapia con un dimezzamento dei tempi di recupero motorio;
- possibilità di intervenire già a brevissima distanza dal trauma;
- assenza di problemi di controindicazioni o effetti collaterali.
Applicazioni della tecar: la tecar è molto efficace nelle patologie riguardanti il ginocchio, la spalla, l’anca, la caviglia, i muscoli e i tendini. E’ inoltre largamente utilizzata in patologie dolorose e infiammatorie quali artrosi, cervicalgie, lombalgie e lombosciatalgie. Nella riabilitazione degli atleti è importante per il recupero di distorsioni (caviglia e ginocchio), lesioni muscolari e tendinee, borsiti, esiti di traumi ossei e legamentosi.
La macchina funziona con due diverse modalità, quella capacitiva e quella resistiva, cui corrispondono due tipi di elettrodi: l’elettrodo capacitivo (viene usato un elettrodo rivestito di materiale isolante specifico per masse muscolari e per il sistema vascolo-linfatico) e l’elettrodo resistivo (viene usato un elettrodo non rivestito, e quindi non isolato, specifico per ossa, articolazioni, tendini, legamenti, cartilagini). Ogni seduta ha una durata minima di 20 minuti e massima di 40 minuti, per un ciclo di circa 5/10 sedute.
Velocità, sicurezza e precisione sono i risultati garantiti dalla tecar, uniti alla sua caratteristica fondamentale rappresentata dalla precocità con cui questo macchinario ci permette di cominciare la fase della riabilitazione attiva. Sicuramente anche il grado di soddisfazione del paziente trattato sarà alto, soprattutto nel caso dell’atleta che tornerà presto ad allenarsi o di un paziente comune che tornerà a svolgere presto la sua attività.

* Roberta Di Lello è laureata in fisioterapia

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