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Il centrocampista centrale nel 4-3-3
Pubblicato il 25 febbraio 2010 in Tecnica e tattica |
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Autore : Alessandro Tatomir*
In tutti i sistemi di gioco la figura del centrocampista centrale ha un’importanza notevole, ma è nello sviluppo del 4-3-3 che risulta determinante.
Nella fase di possesso, il centrocampista centrale deve fungere da riferimento nella costruzione della manovra. Deve quindi possedere doti di smarcamento per permettere ai compagni di individuare una soluzione di passaggio veloce e sicura, favorendo lo sviluppo della manovra offensiva. La tecnica di base deve essere utilizzata per rendere le giocate utili alla squadra e non per esaltare il puro gesto tecnico, fine a se stesso. Questo aiuterà il centrocampista centrale a migliorare la propria “geometricità”, indispensabile per diventare un riferimento sicuro e affidabile. La capacità di leggere il movimento dei compagni, garantendo così il giusto timing del passaggio, porterà come conseguenza una bassissima percentuale di errori (palle perse). La scelta dell’opzione più efficace determinerà senza dubbio la differenza fra un centrocampista centrale valido e uno no: più si è in grado di scegliere correttamente in poco tempo, maggiore sarà l’importanza che il centrocampista centrale assume nell’economia di una squadra. Capire velocemente le strategie proposte dal tecnico deve diventare una priorità. Questo tornerà utile nell’interpretazione delle varie fasi della gara rendendo uniforme il pensiero del tecnico con quello della squadra. Le capacità balistiche sono certamente utili e vanno ad arricchire di un’ulteriore peculiarità il bagaglio tecnico-tattico di un centrocampista centrale, specialmente in un sistema come il 4-3-3, dove cambi di gioco e soluzioni con passaggi sulla media distanza vengono proposti con frequenza.
Quando la squadra non è in possesso palla, il ruolo del centrocampista centrale aumenta d’importanza. La sua posizione, infatti, determina l’equilibrio tattico della squadra. Per assolvere al meglio a questo compito, il centrocampista centrale deve saper leggere la disposizione tattica avversaria nel minor tempo possibile, il che gli permetterà di intuire e prevedere lo sviluppo delle azioni, scegliendo correttamente quando temporeggiare o incalzare l’avversario. Altro aspetto fondamentale è saper comunicare con i propri compagni; aspetto che risulterà utile sia per infondere fiducia e coraggio sia per guidare i movimenti nella riconquista della palla. Nella fase di non possesso, per chi gioca in questo ruolo è basilare l’utilizzo dei contrasti diretti e indiretti.
Tra i fattori che determinano il buon rendimento di un centrocampista centrale non bisogna sottovalutare le caratteristiche fisiche. I sistemi anaerobico alattacido/lattacido sono i meccanismi energetici che più vengono sollecitati dal centrocampista centrale. Una buona predisposizione all’utilizzo di questi meccanismi è necessaria per poter giocare in questo ruolo. Posto che non esiste una struttura fisica standard cui fare riferimento, può essere utile seguire un percorso di formazione specifico tendente a migliorare le carenze e affinare le qualità presenti. Da non trascurare anche le caratteristiche psicologiche. Giocare nel cuore del campo, in particolare con il sistema di gioco 4-3-3, richiede doti da leader, cui vanno abbinate altre caratteristiche come la razionalità e l’equilibrio.
* Alessandro Tatomir è calciatore professionista





